Uscire dal giogo di questo desiderio malato, di questo amore malato, come oramai abbiamo detto più volte, significa presentificare l'amore, coniugandolo però in un particolare tempo della lingua (non solo italiana) che non è il presente, non è il passato e non è il futuro, bensì... il gerundio.
Il gerundio, infatti, mette in moto il presente: traccia una sorta di linea che sembra partire da quell'altrove che chiamiamo passato e lanciarsi verso quel laggiù che chiamiamo futuro indicandone la direzione.
Il gerundio, infatti, mette in moto il presente: traccia una sorta di linea che sembra partire da quell'altrove che chiamiamo passato e lanciarsi verso quel laggiù che chiamiamo futuro indicandone la direzione.
Uscire dal giogo di questo desiderio malato, di questo amore malato, come oramai abbiamo detto più volte, significa presentificare l'amore, coniugandolo però in un particolare tempo della lingua (non solo italiana) che non è il presente, non è il passato e non è il futuro, bensì... il gerundio.
Il gerundio, infatti, mette in moto il presente: traccia una sorta di linea che sembra partire da quell'altrove che chiamiamo passato e lanciarsi verso quel laggiù che chiamiamo futuro indicandone la direzione.
Il gerundio, infatti, mette in moto il presente: traccia una sorta di linea che sembra partire da quell'altrove che chiamiamo passato e lanciarsi verso quel laggiù che chiamiamo futuro indicandone la direzione.