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La forza dell'Amore


Dopo la parentesi sulla mediazione coniugale, presentata al World Mediation Forum di Valencia, torniamo alle riflessioni che avevamo abbandonate nel post "Il gioco dell'Amore: vincere entrambi".

Il primo passaggio per accedere a un sano e costruttivo rapporto di coppia capace di alimentarsi e crescere attraverso la benefica energia del conflitto ("L'amore non è bello se non è litigarello" diremmo, approfittando della coincisa saggezza millenaria dei proverbi), è quello di accettare che io non sono l'Altro, che l'Altro non deve diventare me, e che, invece, la nostra forza e bellezza sta proprio nel costruire, giorno dopo giorno, un qualcosa che da soli non potremmo mai fare: quel terzo che spesso confluisce nella carnalità di un figlio, ma che è (anzi: dovrebbe essere), soprattutto e prima di tutto, quello sguardo terzo che insieme possiamo posare sulle cose del mondo per raccontarcele in un modo unico che io e te da soli non potremmo mai dire, come io e te da soli non potremmo mai fare e, attraverso questo sguardo, com-prendere (accogliere in noi) qualcosa in più di me e di te e di ciò che ci circonda, camminando verso quella condizione, che alcuni chiamano "beatitudine", che dimora proprio nella comprensione.


Dopo la parentesi sulla mediazione coniugale, presentata al World Mediation Forum di Valencia, torniamo alle riflessioni che avevamo abbandonate nel post "Il gioco dell'Amore: vincere entrambi".

Il primo passaggio per accedere a un sano e costruttivo rapporto di coppia capace di alimentarsi e crescere attraverso la benefica energia del conflitto ("L'amore non è bello se non è litigarello" diremmo, approfittando della coincisa saggezza millenaria dei proverbi), è quello di accettare che io non sono l'Altro, che l'Altro non deve diventare me, e che, invece, la nostra forza e bellezza sta proprio nel costruire, giorno dopo giorno, un qualcosa che da soli non potremmo mai fare: quel terzo che spesso confluisce nella carnalità di un figlio, ma che è (anzi: dovrebbe essere), soprattutto e prima di tutto, quello sguardo terzo che insieme possiamo posare sulle cose del mondo per raccontarcele in un modo unico che io e te da soli non potremmo mai dire, come io e te da soli non potremmo mai fare e, attraverso questo sguardo, com-prendere (accogliere in noi) qualcosa in più di me e di te e di ciò che ci circonda, camminando verso quella condizione, che alcuni chiamano "beatitudine", che dimora proprio nella comprensione.

La Mediazione Coniugale al World Mediation Forum


Lo scorso fine settimana (18/21 ottobre 2012) ho avuto il piacere di partecipare al World Mediation Forum, il prestigioso raduno mondiale che si svolge qua e la per il globo ogni biennio. Quest'anno, nella splendida Valencia, ho presentato una riflessione (qui riporto in sintesi) attorno al concetto e alle pratiche di quella Mediazione Coniugale che in questo blog ho più volte citato....

[...] La mediazione coniugale è un percorso ideato per affrontare la crisi della coppia in ottica riparativa, ma anche per anticiparla e prevenirla, sollecitando ogni suo protagonista a riconoscere la propria storia con rispetto e consapevolezza di sé e dell’Altro. Un percorso che aiuta la coppia a comprendere i comportamenti distonici che emergono nelle relazioni amorose, per poi procedere alla loro rivisitazione critica e alla loro ristrutturazione, senza evadere dai tòpoi della mediazione: il conflitto, la comunicazione, la relazione.

Non si tratta, però, di tentare, semplicemente, una ricongiunzione, bensì di affrontare una possibile evoluzione: generando cambiamenti, trasformazioni positive, affinando la capacità dei singoli e della diade di conferire senso e valore al proprio mondo, sollecitando la consapevolezza del proprio specifico e ineliminabile contributo nella costruzione della realtà e sviluppando, al contempo, la capacità di mediare con l’Altro e con le sue interpretazioni del mondo.


Lo scorso fine settimana (18/21 ottobre 2012) ho avuto il piacere di partecipare al World Mediation Forum, il prestigioso raduno mondiale che si svolge qua e la per il globo ogni biennio. Quest'anno, nella splendida Valencia, ho presentato una riflessione (qui riporto in sintesi) attorno al concetto e alle pratiche di quella Mediazione Coniugale che in questo blog ho più volte citato....

[...] La mediazione coniugale è un percorso ideato per affrontare la crisi della coppia in ottica riparativa, ma anche per anticiparla e prevenirla, sollecitando ogni suo protagonista a riconoscere la propria storia con rispetto e consapevolezza di sé e dell’Altro. Un percorso che aiuta la coppia a comprendere i comportamenti distonici che emergono nelle relazioni amorose, per poi procedere alla loro rivisitazione critica e alla loro ristrutturazione, senza evadere dai tòpoi della mediazione: il conflitto, la comunicazione, la relazione.

Non si tratta, però, di tentare, semplicemente, una ricongiunzione, bensì di affrontare una possibile evoluzione: generando cambiamenti, trasformazioni positive, affinando la capacità dei singoli e della diade di conferire senso e valore al proprio mondo, sollecitando la consapevolezza del proprio specifico e ineliminabile contributo nella costruzione della realtà e sviluppando, al contempo, la capacità di mediare con l’Altro e con le sue interpretazioni del mondo.

La mediazione coniugale


Di ritorno dalle vacanze (che spero abbiate trascorso splendidamente), riprendiamo le nostre riflessioni interrotte a partire da quella "Mediazione Coniugale" che, tempo fa, avevo promesso e che poi vari eventi hanno rimandato. 

Torniamo, dunque, a qualche post or sono: quella "Pedagogia dell'amore di coppia" a partire dalla quale riferivo di un modo altro di fare mediazione, un modo che comprende la mediazione familiare ma, pure, ne rappresenta un superamento evolutivo: la mediazione coniugale, appunto. 

Rispetto al modello anglosassone, la mediazione coniugale da me elaborata, si traduce in un percorso ideato non solo per affrontare la crisi della coppia in ottica riparativa ma, soprattutto, per anticiparla e prevenirla, sollecitando ogni suo protagonista a riconoscere la propria storia con rispetto e consapevolezza di sé e dell’Altro. Un percorso che aiuta la coppia a comprendere i comportamenti distonici che emergono nelle relazioni amorose, per poi procedere alla loro rivisitazione critica e alla loro ristrutturazione, senza evadere dai tòpoi della mediazione: il conflitto, la comunicazione, la relazione.


Di ritorno dalle vacanze (che spero abbiate trascorso splendidamente), riprendiamo le nostre riflessioni interrotte a partire da quella "Mediazione Coniugale" che, tempo fa, avevo promesso e che poi vari eventi hanno rimandato. 

Torniamo, dunque, a qualche post or sono: quella "Pedagogia dell'amore di coppia" a partire dalla quale riferivo di un modo altro di fare mediazione, un modo che comprende la mediazione familiare ma, pure, ne rappresenta un superamento evolutivo: la mediazione coniugale, appunto. 

Rispetto al modello anglosassone, la mediazione coniugale da me elaborata, si traduce in un percorso ideato non solo per affrontare la crisi della coppia in ottica riparativa ma, soprattutto, per anticiparla e prevenirla, sollecitando ogni suo protagonista a riconoscere la propria storia con rispetto e consapevolezza di sé e dell’Altro. Un percorso che aiuta la coppia a comprendere i comportamenti distonici che emergono nelle relazioni amorose, per poi procedere alla loro rivisitazione critica e alla loro ristrutturazione, senza evadere dai tòpoi della mediazione: il conflitto, la comunicazione, la relazione.

 
amoreCiao Copyright © 2012 by Massimo Silvano Galli