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Aretè: esercizi di virtù


Per declinare la seconda via al ben-essere amoroso, riprendiamone un momento la definizione che nel post "Areté: l'arte del ben-essere" abbiamo provato a con-figurare come "volontà di creare il bene", di stare nella relazione col mondo e con l'Altro mettendo in gioco le nostre migliori abilità per generare qualcosa di bello, per produrre -appunto- ben-essere.

Il linguaggio comune, almeno il nostro italiano, restituisce questa vicinanza tra arte e virtù con l'espressione "virtuoso" in cui si indica qualcuno (spesso un artista, un artigiano, ma non solo) che sa fare bene, molto bene, a regola d'arte -appunto-, qualcosa che normalmente gli altri non sanno fare o fanno peggio.


Per declinare la seconda via al ben-essere amoroso, riprendiamone un momento la definizione che nel post "Areté: l'arte del ben-essere" abbiamo provato a con-figurare come "volontà di creare il bene", di stare nella relazione col mondo e con l'Altro mettendo in gioco le nostre migliori abilità per generare qualcosa di bello, per produrre -appunto- ben-essere.

Il linguaggio comune, almeno il nostro italiano, restituisce questa vicinanza tra arte e virtù con l'espressione "virtuoso" in cui si indica qualcuno (spesso un artista, un artigiano, ma non solo) che sa fare bene, molto bene, a regola d'arte -appunto-, qualcosa che normalmente gli altri non sanno fare o fanno peggio.

 
amoreCiao Copyright © 2012 by Massimo Silvano Galli