Visualizzazione post con etichetta stili di attaccamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stili di attaccamento. Mostra tutti i post

Stili affettivi: "Freezer Love"

Sempre ricordando di non prendere questi profili come oro colato, ecco lo stile che, probabilmente, più affolla gli studi dei terapeuti, la cui discendenza parrebbe correlata a quelle figure di riferimento che, durante l'infanzia, non sono riuscite a rispondere in modo adeguato e con la giusta dose d'amore alle richieste di aiuto e conforto del bambino e che, secondo il nostro Bowlby, presentano il cosiddetto "attaccamento ansioso-evitante”.

Si tratta di soggetti fortemente insicuri, poiché, ovviamente, non hanno potuto accedere ad un contesto affettivo capace di garantire la certezza della propria presenza, fino a fare percepire al bambino, poi all'adolescente e, quindi, all'adulto la sensazione, quando non la ferma convinzione di non essere una persona degna d'amore, una persona che, quindi, tenderà a pensare di poter contare solo su di s'è, perché nessuno sarà mai davvero in grado di amarla veramente.

Il sillogismo inconscio che discende da questa esperienza è, dunque, il seguente: poiché nessuno potrà mai amarmi, tanto vale, preventivamente, non innamorarmi di nessuno, evitare il coinvolgimento cercando di essere il più possibile indipendente, sia dal punto di vista emotivo che strettamente fattivo.

Ne discende un'atteggiamento di freddezza e una presa di distanza dagli altri ma, soprattutto e paradossalmente, proprio dalle persone che sembrerebbero voler condividere il proprio amore, un amore da cui è necessario anzitutto difendersi poiché nasconde solamente delusioni e sofferenze.

Inoltre, beffa col danno, l'atteggiamento di distacco e di freddezza di questi soggetti, costringerà, prima o dopo, ad allontanarsi anche coloro che sarebbero sinceramente e profondamente disposti ad amarli, confermando ogni volta il fatto che loro davvero non sono degni d'amore. Una vera e propria dolorosa profezia che si autoavvera.
Sempre ricordando di non prendere questi profili come oro colato, ecco lo stile che, probabilmente, più affolla gli studi dei terapeuti, la cui discendenza parrebbe correlata a quelle figure di riferimento che, durante l'infanzia, non sono riuscite a rispondere in modo adeguato e con la giusta dose d'amore alle richieste di aiuto e conforto del bambino e che, secondo il nostro Bowlby, presentano il cosiddetto "attaccamento ansioso-evitante”.

Si tratta di soggetti fortemente insicuri, poiché, ovviamente, non hanno potuto accedere ad un contesto affettivo capace di garantire la certezza della propria presenza, fino a fare percepire al bambino, poi all'adolescente e, quindi, all'adulto la sensazione, quando non la ferma convinzione di non essere una persona degna d'amore, una persona che, quindi, tenderà a pensare di poter contare solo su di s'è, perché nessuno sarà mai davvero in grado di amarla veramente.

Il sillogismo inconscio che discende da questa esperienza è, dunque, il seguente: poiché nessuno potrà mai amarmi, tanto vale, preventivamente, non innamorarmi di nessuno, evitare il coinvolgimento cercando di essere il più possibile indipendente, sia dal punto di vista emotivo che strettamente fattivo.

Ne discende un'atteggiamento di freddezza e una presa di distanza dagli altri ma, soprattutto e paradossalmente, proprio dalle persone che sembrerebbero voler condividere il proprio amore, un amore da cui è necessario anzitutto difendersi poiché nasconde solamente delusioni e sofferenze.

Inoltre, beffa col danno, l'atteggiamento di distacco e di freddezza di questi soggetti, costringerà, prima o dopo, ad allontanarsi anche coloro che sarebbero sinceramente e profondamente disposti ad amarli, confermando ogni volta il fatto che loro davvero non sono degni d'amore. Una vera e propria dolorosa profezia che si autoavvera.

Stili affettivi: "Obsession Love"

Sempre con la dovuta attenzione a non cadere nel giogo meccanicistico dei test pseudo psicologici che abbondano nei magazine delle vacanze estive, esploriamo in questo post lo stile dell'amore ossessivo, quello che, orientativamente, dovrebbe discendere da quel processo di attaccamento che Bowlby ha definito "ansioso-ambivalente" in cui la figura o le figure con cui il bambino sta sviluppando il processo di attaccamento si presentano spesso come imprevedibili alternando modalità in cui emerge un controllo ansioso e eccessivo, che censurano il bambino nel suo tentativo di esplorazione del mondo, a modalità in cui l'adulto fondamentalmente si assenta o non é in grado di fare percepire al bambino la sua presenza rassicurante.

La gestione adulta dell'amore, in questo caso, sarà soggetta a passioni sfrenate, ogni volta dettate, almeno inizialmente, dalla profonda convinzione che quello sia l'amore perfetto. Si tratta, tuttavia, di un'idealizzazione destinata a frantumarsi in breve tempo, quando il soggetto comprenderà, a sue spese, di non aver visto giusto e che, in verità, colui o colei che credeva l'uomo o la donna perfetta, presenta, a ben vedere, proprio quei tratti caratteriali che egli ha in odio.

Tutto funzionerebbe se la relazione rimanesse sempre nella fase dell'innamoramento, in cui questo personaggio si sente rassicurato, perché la sua insicurezza è sostenuta e dopata dal clima di intensa euforia che caratterizza le prime fasi dell'amore. Ma poi, appena l'euforia lentamente va scemando, ecco emergere l'ansia da separazione.

Insomma, la relazione ambivalente sperimentata da bambino, in cui si alternano sicurezza e insicurezza d'amore, è destinata a generare euforici momenti positivi in cui il soggetto ha la convinzione di essere amato e deprimenti momenti negativi in cui il soggetto riprova la condizione di vulnerabilità sperimentata nell'infanzia che diverrà nell'adulto gelosia estrema, ossessione, possessione, a volte anche ai limiti della violenza fisica e psichica.
Sempre con la dovuta attenzione a non cadere nel giogo meccanicistico dei test pseudo psicologici che abbondano nei magazine delle vacanze estive, esploriamo in questo post lo stile dell'amore ossessivo, quello che, orientativamente, dovrebbe discendere da quel processo di attaccamento che Bowlby ha definito "ansioso-ambivalente" in cui la figura o le figure con cui il bambino sta sviluppando il processo di attaccamento si presentano spesso come imprevedibili alternando modalità in cui emerge un controllo ansioso e eccessivo, che censurano il bambino nel suo tentativo di esplorazione del mondo, a modalità in cui l'adulto fondamentalmente si assenta o non é in grado di fare percepire al bambino la sua presenza rassicurante.

La gestione adulta dell'amore, in questo caso, sarà soggetta a passioni sfrenate, ogni volta dettate, almeno inizialmente, dalla profonda convinzione che quello sia l'amore perfetto. Si tratta, tuttavia, di un'idealizzazione destinata a frantumarsi in breve tempo, quando il soggetto comprenderà, a sue spese, di non aver visto giusto e che, in verità, colui o colei che credeva l'uomo o la donna perfetta, presenta, a ben vedere, proprio quei tratti caratteriali che egli ha in odio.

Tutto funzionerebbe se la relazione rimanesse sempre nella fase dell'innamoramento, in cui questo personaggio si sente rassicurato, perché la sua insicurezza è sostenuta e dopata dal clima di intensa euforia che caratterizza le prime fasi dell'amore. Ma poi, appena l'euforia lentamente va scemando, ecco emergere l'ansia da separazione.

Insomma, la relazione ambivalente sperimentata da bambino, in cui si alternano sicurezza e insicurezza d'amore, è destinata a generare euforici momenti positivi in cui il soggetto ha la convinzione di essere amato e deprimenti momenti negativi in cui il soggetto riprova la condizione di vulnerabilità sperimentata nell'infanzia che diverrà nell'adulto gelosia estrema, ossessione, possessione, a volte anche ai limiti della violenza fisica e psichica.

Stili affettivi: "Secure Love"

Prima di addentrarci nel bosco bowlbiano, è bene metterci in guardia rispetto alla lettura di questo e dei prossimi post similari, poiché il loro carattere un po' profilante rischia di restituire un'idea meccanicistica, quando non divinatoria, per cui "se A allora B". Non è così.

Primo, perché nessuno, per quanto appiattito sia, è totalmente circoscrivibile anche nella più perfetta delle teorie (mass-media e società dei consumi nonostante, riusciamo ancora ad essere animali col dono della molteplicità); secondo, perché, semmai questi profili dovessero in qualche modo rappresentare delle tipologie umane, sarà pur sempre una rappresentazione che tende a ibridare insieme differenti modelli, e mai a ridurre qualcuno ad un unico stereotipo.

Ciò detto, lo stile di attaccamento sicuro, quello che porterà l'adulto a sentirsi maggiormente rappresentato dal profilo "Secure Love", dovrebbe essere conseguente ad un vissuto infantile in cui le figure genitoriali si sono dimostrate capaci di spronare il bambino ad esplorare il mondo e, al contempo, di fargli percepire la loro rassicurante presenza, dimostrandosi sensibili ai suoi segnali di bisogno e pronti a dargli protezione nel momento in cui era necessaria o in cui il bambino la chiedeva.

Questo bambino sarà, potenzialmente, un adulto in grado di ben riconoscere le persone con cui stringere un legame affettivo, poiché, consapevolmente o meno, sarà più facilmente predisposto a lasciarsi coinvolgere in relazioni che confermano i suoi modelli interni sicuri. Quindi, si rivolgerà per lo più verso persone sicure come lui, persone capaci di non celare ma di dimostrare il loro sentimenti: abbandonandosi all'amore del partner e donando, al contempo, il proprio amore, sia a livello verbale che non-verbale, in una adeguata e costruttiva gestione del conflitto che renderà questa coppia possibile in grado di percepire e restituire i vari momenti di una relazione, coi suoi alti e i suoi bassi normati, volta per volta, da adeguate strategie solutive.

L'esperienza di totale fiducia maturata in seno alla famiglia d'origine, sarà promotrice inoltre di legami sentimentali per nulla o poco ossessivi, basati, appunto, sulla fiducia reciproca, in un dialettico rapporto.
Prima di addentrarci nel bosco bowlbiano, è bene metterci in guardia rispetto alla lettura di questo e dei prossimi post similari, poiché il loro carattere un po' profilante rischia di restituire un'idea meccanicistica, quando non divinatoria, per cui "se A allora B". Non è così.

Primo, perché nessuno, per quanto appiattito sia, è totalmente circoscrivibile anche nella più perfetta delle teorie (mass-media e società dei consumi nonostante, riusciamo ancora ad essere animali col dono della molteplicità); secondo, perché, semmai questi profili dovessero in qualche modo rappresentare delle tipologie umane, sarà pur sempre una rappresentazione che tende a ibridare insieme differenti modelli, e mai a ridurre qualcuno ad un unico stereotipo.

Ciò detto, lo stile di attaccamento sicuro, quello che porterà l'adulto a sentirsi maggiormente rappresentato dal profilo "Secure Love", dovrebbe essere conseguente ad un vissuto infantile in cui le figure genitoriali si sono dimostrate capaci di spronare il bambino ad esplorare il mondo e, al contempo, di fargli percepire la loro rassicurante presenza, dimostrandosi sensibili ai suoi segnali di bisogno e pronti a dargli protezione nel momento in cui era necessaria o in cui il bambino la chiedeva.

Questo bambino sarà, potenzialmente, un adulto in grado di ben riconoscere le persone con cui stringere un legame affettivo, poiché, consapevolmente o meno, sarà più facilmente predisposto a lasciarsi coinvolgere in relazioni che confermano i suoi modelli interni sicuri. Quindi, si rivolgerà per lo più verso persone sicure come lui, persone capaci di non celare ma di dimostrare il loro sentimenti: abbandonandosi all'amore del partner e donando, al contempo, il proprio amore, sia a livello verbale che non-verbale, in una adeguata e costruttiva gestione del conflitto che renderà questa coppia possibile in grado di percepire e restituire i vari momenti di una relazione, coi suoi alti e i suoi bassi normati, volta per volta, da adeguate strategie solutive.

L'esperienza di totale fiducia maturata in seno alla famiglia d'origine, sarà promotrice inoltre di legami sentimentali per nulla o poco ossessivi, basati, appunto, sulla fiducia reciproca, in un dialettico rapporto.

Amare con stile

Nel post "influenze amorose" abbiamo accennato al concetto di "stili di attaccamento" elaborato da John Bowlby come una delle possibili metafore che ci possono aiutare a capire l'importanza che ricoprono le relazioni affettive per quello strano animale che siamo; relazioni in cui, per dirla succintamente, a seconda di come siamo amati, apprendiamo ad amare, cosa che, evidentemente, ha importanti ricadute sulla nostra vita, segnandone in qualche modo il destino.

Come tutte le metafore, anche quella di Bowlby va presa tuttavia come un contributo tra i tanti e non certo come la verità; una delle possibilità esplicative che contribuisce a dare un senso o, meglio, più di un senso, al perché, secondo il nostro discorrere, ci innamoriamo di quella persona piuttosto che di un'altra.

Nel post "influenze amorose" abbiamo accennato al concetto di "stili di attaccamento" elaborato da John Bowlby come una delle possibili metafore che ci possono aiutare a capire l'importanza che ricoprono le relazioni affettive per quello strano animale che siamo; relazioni in cui, per dirla succintamente, a seconda di come siamo amati, apprendiamo ad amare, cosa che, evidentemente, ha importanti ricadute sulla nostra vita, segnandone in qualche modo il destino.

Come tutte le metafore, anche quella di Bowlby va presa tuttavia come un contributo tra i tanti e non certo come la verità; una delle possibilità esplicative che contribuisce a dare un senso o, meglio, più di un senso, al perché, secondo il nostro discorrere, ci innamoriamo di quella persona piuttosto che di un'altra.

 
amoreCiao Copyright © 2012 by Massimo Silvano Galli