Di che amore parliamo quando invochiamo il discorso sull'amore nel processo di mediazione familiare?
Abbiamo così abusato di questo vocabolo per farne stupide canzonette, slogan pubblicitari, inguardabili programmi tivvù, che mi viene di riflesso la spinta alla giustificazione, quasi ci si dovesse imbarazzare.
Fuor d'ogni imbarazzo, la sovrapproduzione di significati, per lo più commerciali, che contorna la parola amore, mi obbliga tuttavia, quantomeno a una precisazione, onde non essere frainteso.
Con la parola amore non intendo introdurre nulla di melenso nelle pratiche della mediazione familiare: una mediazione, chessò, alla Moccia, per dire: o alla “Bacio perugina”; né tanto meno una mediazione connotata da spinte religiose di qualsivoglia spirito, con tendenza alla riconciliazione forzata in virtù di chissà quale divino precetto.
Di che amore parliamo quando invochiamo il discorso sull'amore nel processo di mediazione familiare?
Abbiamo così abusato di questo vocabolo per farne stupide canzonette, slogan pubblicitari, inguardabili programmi tivvù, che mi viene di riflesso la spinta alla giustificazione, quasi ci si dovesse imbarazzare.
Fuor d'ogni imbarazzo, la sovrapproduzione di significati, per lo più commerciali, che contorna la parola amore, mi obbliga tuttavia, quantomeno a una precisazione, onde non essere frainteso.
Con la parola amore non intendo introdurre nulla di melenso nelle pratiche della mediazione familiare: una mediazione, chessò, alla Moccia, per dire: o alla “Bacio perugina”; né tanto meno una mediazione connotata da spinte religiose di qualsivoglia spirito, con tendenza alla riconciliazione forzata in virtù di chissà quale divino precetto.